Grazie alla diagnosi precoce del negli ultimi anni è stato possibile scoprire tumori sempre più piccoli. Leprocedure di intervento e l’estensione della resezione polmonare si sono dovute adattare di conseguenza,con l’obiettivo dirisparmiare una significativaquantitàdi tessuto sano attraverso una resezione sublobale.
Queste le parole della dottoressa, Responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica – Chirurgia toracica diHumanitas Research Hospital, che ha organizzato, insieme al professor , Responsabile di Chirurgia Toracica, e al dottor Piergiorgio Solliilworkshop internazionale “Future perspectives in minimally invasive lung sparing surgery”,tenutosi settimana scorsa presso Humanitas.

Dall’asportazione totale all’approccio mininvasivo
Negli ultimi anni la chirurgia toracicasi è fortemente evoluta verso un crescente risparmio del tessuto sano polmonare, un po’ come per il tumore della mammella: dalla pneumonectomia,’asportazione totale del polmonea cielo aperto di un tempo, si è passati alla lobectomia, asportando cioè soltanto una frazione del polmone (lobo)e successivamente, grazie al progresso della tecnologia, allavideotoracoscopia (VATS) per lobectomia e infine alla segmentectomia in videotoracoscopia, diminuendo significativamente complicanze e mortalità postoperatorie.
La difficoltà della tecnica richiede peròun’adeguata formazione, senza la qualei chirurghitendono a preferire, per maggior sicurezza, l’approccio tradizionale, anzichéapplicare il nuovo dzԾԱ”.
Il workshop in Humanitas
In occasione del workshop la videotoracoscopia tradizionaleè stata messa a confronto con quella robotica, nell’ottica di capire in quali casi sia preferibile utilizzare una o l’altra tecnica.
Nell’approfondire le ultime novità tecnologiche, in particolare robotiche, si èdedicato spazio agli strumenti diagnostici, come la navigazione broncoscopica, che consente di localizzare anche noduli molto piccoli, e a trattamenti non invasivi come la radioterapia stereotassica.
Sì è inoltre affrontato il difficile tema delloscreening per il tumore al polmone, che, nonostante ildifficile contesto economico-sanitario europeo, si sta cercando di diffondere, replicandoilmodello statunitense.
Particolare attenzione è stata infine rivolta all’evoluzione delle tecniche chirurgiche, con le nuove strumentazioni come la suturatrice meccanica, presentate inuna sessione video dedicata. Un aspetto emerso con grande chiarezza è come l’interventochirurgicosia sempre più personalizzato: sulla basedeifattori di rischio del paziente, come la densità del nodulo alla TC e soprattutto la dimensione e la posizione, il chirurgo deve infatti scegliere se intervenire sul lobo o sul segmento polmonare.

