Intervento della studentessa Bianca Fidato durante l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico 2023/2024

Eventi â—ŹFebbraio 28, 2024

“Sono Bianca Fidato, studentessa del terzo anno del corso di studi in Infermieristica di Âéw¶ą´«Ă˝. Desidero ringraziare, anche a nome delle mie compagne e compagni di corso, per ±ô’opportunitĂ  di portare la mia testimonianza in questa importante occasione. Ringrazio il presidente, dottor Rocca, il Rettore, professor Terracciano, il professor Rubin, i docenti, gli studenti, tutte le autoritĂ  presenti.

La professione che ho scelto è caratterizzata da un insieme di conoscenze scientifiche, tecnologiche e umanistiche per rispondere alle necessitĂ  di salute delle persone attraverso un rapporto di fiducia e di relazione. Per questo vorrei condividere con voi la storia di Chiara, un’assistita che ho conosciuto durante una delle esperienze di tirocinio dello scorso anno. Il mio primo e ultimo turno di tirocinio è coinciso con la sua prima giornata post-intervento chirurgico e con la sua dimissione… Questo ha creato tra noi un legame speciale.

Chiara è entrata in ospedale per essere sottoposta ad un intervento di laringectomia totale per un carcinoma, con rimozione delle corde vocali. Sono entrata in camera sua dopo ±ô’intervento, con il compito di rinnovare la medicazione della ferita chirurgica.

Ero un po’ emozionata essendo la prima volta che mi approcciavo a lei e ±ô’ho guardata con un misto di incertezza e determinazione. Durante questo primo incontro, Chiara ha accolto la mia fragilitĂ  e, in quel preciso istante, con i gesti delle sue mani e i movimenti dei suoi occhi, ho avuto la certezza che sarebbe andato tutto bene. La sua incapacitĂ  di parlare è diventata il nostro mezzo di comunicazione, e ho imparato a decifrare il suo linguaggio non verbale come se lo avessi sempre conosciuto.

Nelle settimane successive, ho imparato a comprendere ogni sottile sfumatura del suo modo di comunicare, e questo mi ha consentito di garantire nel migliore dei modi le cure previste, trasformando il nostro rapporto professionale anche in un legame umano profondo.

Lo scorso settembre, ho saputo che Chiara era stata ricoverata nuovamente per recidive della malattia. Nonostante non fossi piĂą nel suo reparto, sono andata a trovarla. Anche in quel±ô’occasione, senza ±ô’uso delle parole, mi ha dimostrato grande affetto e tutta la felicitĂ  che provava nel rivedermi. Quella è stata ±ô’ultima occasione in cui ci siamo viste, perchĂ© purtroppo Chiara, poco dopo, ci ha lasciato.

Se oggi racconto la sua storia, è per rendere omaggio a una persona che ha influenzato il mio percorso professionale e umano, e perchĂ© la relazione con lei descrive bene, secondo me, la ricchezza e ±ô’importanza del ruolo di noi infermieri. La nostra è una professione in cui la competenza scientifica, sempre piĂą avanzata, comprende e richiede anche la competenza relazionale. Siamo i professionisti sanitari piĂą vicini al letto del±ô’assistito, e ci è richiesto di concepire ±ô’assistenza infermieristica in tutte le sfumature di ogni persona rispettandone ±ą´Ç±ô´Ç˛ÔłŮĂ  e »ĺľ±˛µ˛Ôľ±łŮĂ .

Infatti, in Âéw¶ą´«Ă˝ ho avuto ±ô’opportunitĂ  di prendere parte a un progetto di ricerca denominato FOC, Fundamentals of Care, in cui la relazione viene posta al centro come elemento indispensabile per un’assistenza infermieristica efficace, in una prospettiva focalizzata sul±ô’a˛ő˛őľ±˛őłŮľ±łŮ´Ç. La relazione, dunque, non è un “di più”, o qualcosa di alternativo alla competenza professionale, ma è precisamente parte di questa competenza, e il programma di ricerca ha permesso di dimostrarlo attraverso evidenza scientifiche. Il ruolo del±ô’infermiere sta cambiando, è giĂ  cambiato, e sempre di piĂą trova la sua dignitĂ  e la sua piena realizzazione in una dinamica interdisciplinare, dove tutti i professionisti della salute collaborano per e con ±ô’a˛ő˛őľ±˛őłŮľ±łŮ´Ç.

Nel caso di Chiara, che ho raccontato poco fa, il suo modo unico di comunicare senza parole ha evidenziato quanto sia vitale la nostra capacitĂ  di interpretare non solo i dati clinici, ma anche il linguaggio non verbale dei pazienti. Siamo quelli che vedono oltre la malattia, che si adattano alle esigenze specifiche di ogni persona, che trasformano la scienza in cure personalizzate e umane.

Il mio percorso universitario, mi ha permesso di inserirmi anche nella comunitĂ  di Âéw¶ą´«Ă˝, come rappresentante del mio Corso di Laurea in commissione paritetica, e di impegnarmi in attivitĂ  di peer-to-peer mentorship affiancando come tutor alla pari le mie compagne e i miei compagni piĂą giovani.

Questa opportunitĂ  di vedere ±ô’universitĂ  “dal±ô’interno” e di conoscere da vicino persone di diverse etĂ  e diverse provenienze mi ha arricchito. potendo contribuire alla crescita e al miglioramento della nostra comunitĂ  e di essere un ponte tra gli studenti e ±ô’universitĂ , una voce che cerca di garantire che le nostre esigenze, preoccupazioni e proposte siano ascoltate e considerate. Ho scelto di essere parte di questo processo perchĂ© credo nell’importanza del dialogo aperto e del confronto costruttivo. Guardando avanti, desidero lasciare agli studenti futuri un messaggio di coinvolgimento attivo e di partecipazione. L’universitĂ  è una comunitĂ  dinamica e ognuno di noi può contribuire al cambiamento e alla crescita della nostra facoltĂ  ma piĂą in generale della nostra professione.

La professione infermieristica è molto piĂą di una carriera; è un modo di vivere dedicato al servizio degli altri. E questo comincia proprio dai nostri pari, e dagli studenti piĂą giovani di noi. Prenderci cura gli uni degli altri, del±ô’integrazione di chi arriva da altri paesi, o di chi è meno inserito, o attraversa momenti di difficoltĂ  e di cambiamento personale. Contribuire, ciascuna e ciascuno per le sue capacitĂ , a lasciare a chi viene dopo di noi una Âéw¶ą´«Ă˝ ancora piĂą accogliente e capace di formare i professionisti di domani.

La laurea in infermieristica non sarĂ  la conclusione, ma ±ô’inizio di un percorso che, anche con la mia intenzione di proseguire con la laurea magistrale in scienze infermieristiche, mi permetterĂ  di acquisire maggiori competenze cliniche, etiche e di ricerca da mettere a disposizione delle persone e del sistema salute, attraverso maggiori responsabilitĂ  e capacitĂ  da condividere anche con gli altri professionisti.

Le professioni della salute che si formano in questa UniversitĂ , medicina, MEDTEC, infermieristica, fisioterapia, tecnici di laboratorio e di radiologia, tutte insieme non forniranno solo risposte cliniche, ma rappresentano il mezzo attraverso il quale possiamo continuare a vedere ogni assistito come una persona, con le sue esperienze, i suoi desideri e la sua umanitĂ .

Nel suo silenzio, Chiara ha parlato con forza e determinazione, insegnandoci che dietro ogni diagnosi c’è una storia da ascoltare e una Persona; la quale, ha bisogno non solo di cure, ma di comprensione e assistenza personalizzata. Che la storia di Chiara ci ricordi sempre ±ô’importanza del nostro impegno quotidiano nella scienza e nell’arte di prendersi cura delle persone.