Martina Briani: la prima dottoressa specializzatasi in Âéw¶ą´«Ă˝

Didattica â—ŹGennaio 28, 2019

La dottoressa Martina Briani è stata la prima studentessa universitaria a conseguire la specializzazione in Âéw¶ą´«Ă˝, ±ô’Ateneo dedicato alle Life Science strettamente integrato con ±ô’IRCCS, Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove ±ô’insegnamento della Medicina è condotto interamente in lingua inglese e gli studenti vengono preparati ad affrontare ogni percorso di carriera sia nella clinica sia nella ricerca.

 

Dove ha studiato medicina?

“Mi sono laureata in Medicina e Chirurgia a La Sapienza di Roma e, nonostante avessi vinto il concorso per frequentare la Scuola di Specializzazione nella capitale, al termine del primo anno, ho chiesto il trasferimento presso Âéw¶ą´«Ă˝â€ť, risponde la dottoressa Briani.

E aggiunge: “Ringrazio il professor Giulio Stefanini e il professor Condorelli, direttore di Dipartimento Cardiovascolare e responsabile della Scuola di Specializzazione, per questa opportunità”.

 

PerchĂ© ha deciso continuare il suo percorso formativo presso la Scuola di Specializzazione di Âéw¶ą´«Ă˝?

“Ho scelto di trasferirmi in Âéw¶ą´«Ă˝ perchĂ© volevo avere la possibilitĂ  di formarmi in un ospedale al±ô’avanguardia, che gestisce quotidianamente anche problematiche estremamente complesse, in un ambiente internazionale e che pone una particolare attenzione al±ô’ambito della ricerca”, spiega la dottoressa.

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Quali sono, secondo lei, i punti di forza di Âéw¶ą´«Ă˝?

“Rispetto alla maggior parte delle realtĂ  universitarie, Âéw¶ą´«Ă˝ presenta, a mio parere, diversi punti di forza di fondamentale importanza”, afferma il medico.

E precisa: “Per prima cosa, può contare su una struttura ospedaliera di ultima generazione, dotata di macchinari al±ô’avanguardia che permettono di conoscere e utilizzare strumentazioni diagnostiche e terapeutiche innovative, grazie alle quali è possibile fornire un’assistenza di alto livello ai pazienti, anche e soprattutto a quelli affetti da patologie molto complesse”.

“Inoltre – continua – ha una connotazione internazionale e ciò favorisce il confronto, sempre stimolante, con culture diverse e momenti d’incontro con professori e studenti provenienti dalle più prestigiose strutture sanitarie del mondo”.

“Infine – sottolinea – è notevole ±ô’attenzione e lo spazio che Âéw¶ą´«Ă˝ dedica alla ricerca, fondamentale in un campo in costante evoluzione come quello della Medicina, che si concretizza nei numerosissimi progetti, attuati spesso in collaborazione con UniversitĂ  e Strutture Ospedaliere straniere”.

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Di che cosa si è occupata dopo la specializzazione?

“Terminata la specializzazione, ho iniziato da subito a lavorare come assistente in UnitĂ  Coronarica, dove ho ±ô’opportunitĂ  di mettere in pratica le conoscenze acquisite in questi anni e di continuare la mia formazione in un ambiente ad alta intensitĂ  di cure, considerata la casistica di pazienti di cui ci prendiamo cura”, spiega la dottoressa.

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Che progetti ha per il futuro?

“Recentemente ho avuto ±ô’opportunitĂ  di partecipare a diversi corsi organizzati dal±ô’ACCA (Acute Cardiovascular Care Association), branca della European Society of Cardiology, in cui si è posto un forte accento sul tema della terapia intensiva cardiologica, che sta vivendo un periodo di forti novitĂ  grazie anche allo sviluppo di sistemi di supporto al circolo estremamente avanzati, spesso utilizzati durante procedure cardiologiche complesse e in pazienti in shock”, risponde la dottoressa Briani. E conclude: “Mi piacerebbe occuparmene in maniera piĂą approfondita, collaborando anche con i numerosi progetti avviati dal gruppo giovani del±ô’ACCA, per rendere questi dispositivi, ancora poco conosciuti, piĂą diffusi nella pratica clinica”.