Se aumentano le allergie è colpa del cambiamento climatico

Mondo Humanitas Maggio 17, 2019

I cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo ormai da diversi anni, causati principalmente dal surriscaldamento del pianeta, stanno incidendo sempre di più sulla nostra salute.

È quanto sostengono gli esperti, che registrano una continua maggiore diffusione di patologie allergiche legate allo stravolgimento delle stagioni.

Tra questi, il dottor Giorgio Walter Canonica, professore di Medicina Respiratoria in e responsabile del Centro Medicina Personalizzata Asma e Allergologia di Humanitas, che, in occasione di una recente intervista, ha spiegato i motivi del’incremento preoccupante dei casi di allergie nel nostro Paese.

Perché aumentano le allergie

Oggi, in Italia, dodici milioni di persone soffrono di allergie respiratorie (asma, riniti), ma il numero è destinato ad aumentare a causa del pericoloso mix di fattori in grado di scatenare reazioni allergiche: ’aumento delle temperature, ’inquinamento e la maggiore diffusione dei pollini nel’aria.

“L’incidenza è molto più alta di prima e i cambiamenti climatici sono un fattore determinante”, sottolinea il professor Canonica. “Allo stesso tempo – prosegue – la maggiore frequenza delle allergie è riconducibile agli stravolgimenti dei nostri stili di vita”.

Fioriture più precoci e prolungate

Il surriscaldamento del pianeta ha anticipato il periodo di fioritura delle piante rispetto al’arrivo della primavera. “Da questo – spiega Canonica – dipende il fatto che i pollini si concentrano nel’aria per un arco di tempo ben più ampio. È quasi scontato che ’incidenza delle allergie sia maggiore”.

“Uno studio durato ventisette anni e concluso di recente – continua il professore – ci ha consentito di verificare che alcune piante parietarie hanno esteso di novanta giorni il loro periodo di pollinazione”.

Inquinamento dei motori diesel

Oltre alla ormai assodata correlazione tra inquinamento e sviluppo di tumori, vi è anche quella tra la maggiore diffusione nel’aria delle particelle inquinanti e ’incremento delle manifestazioni allergiche.

Così riferisce Canonica: “La diffusione nel’aria delle particelle esauste del diesel aumenta il rischio di allergie. Queste particelle si legano ai pollini e li aiutano nella loro azione dannosa sul nostro organismo. Di conseguenza, può bastare una quantità di venti volte inferiore per scatenare una grave reazione”.  

Un pericolo dalle nuove piante

A detta degli esperti, evidenze scientifiche hanno dimostrato che responsabili del’incremento di asma e riniti sono anche dei nuovi pollini presenti nel’aria che si sono dimostrati altamente allergenici. Essi derivano da particolari specie di piante provenienti dagli Stati Uniti (’aDz) e dalla Scandinavia (la betulla) che si sono recentemente diffuse in aree geografiche dove prima erano assenti a seguito delle mutate temperature.