Si è conclusa la seconda fase dello studio di ricerca Humanitas per valutare’impatto della pandemia sulla salute e il benessere mentale

Mondo Humanitas Giugno 1, 2021

Terminata anche la seconda fase dello studio per valutare’impatto della pandemia da COVID-19 sulla salute e il benessere mentale della popolazione italiana e mondiale, il gruppo di ricerca ha potuto analizzare i dati finora raccolti.

Condotta dal Dipartimento di Scienze Biomediche di wý, insieme al , ’indagine è stata guidata dal Prof. Giampaolo Perna e coordinata dalla Dott.ssa Daniela Caldirola, al fine di poter evidenziare i bisogni e le necessità a cui rispondere. L’indagine si avvale di un questionario online, approvato dal Comitato Etico di riferimento, con ’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone (non personale sanitario) che in forma anonima e volontariadesiderino collaborare allo studio attraverso la compilazione del questionario.


«L’elaborazione dei nuovi dati, in combinazione a quelli precedenti, è stata orientata a valutare ’insorgenza di sintomi psichiatrici clinicamente significativi’individuazione dei fattori che possono avere contribuito a tale insorgenza, in tutti coloro che avevano riportato di non aver mai avuto una diagnosi di disturbo psichiatrico nel corso della vita – spiega il Professor Perna. Abbiamo inoltre valutato in che misura la pandemia abbia modificato lo stile di vitala qualità delle relazioni personalisul’intero campione raccolto. Le persone che finora hanno partecipato allo studio sono 3532 (2379 nella prima fase e 1153 nella seconda), di cui il 57.6% ha completato ’intero questionario. Le nostre analisi hanno mostrato che, tra coloro che avevano dichiarato di non mai avere avuto nella vita una diagnosi di disturbo psichiatrico, ’8% dei partecipanti nella prima fase e un ulteriore 8% dei partecipanti nella seconda fase, ha riportato unasintomatologia depressivaclinicamente significativa insorta durante la pandemia.Sintomi ansiosiche potrebbero essere indicativi del’insorgenza di un disturbo d’ansia sono stati trovati in circa ’11% dei partecipanti sia nella prima sia nella seconda fase. Sintomi suggestivi di un possibile disturbo dipanicosono emersi nel’ 1.2% e 3% dei partecipanti nella prima e seconda fase, rispettivamente. Sintomi clinicamente significativi didisturbo post-traumatico da stresssono emersinel 2% dei partecipanti nella prima fase e nel 3.4% nella seconda. Infine, il 6.2% dei partecipanti nella prima fase e il 3.8% nella seconda ha riportato sintomi significativi di tipoDz-dzܱdisturbanti e interferenti con la qualità di vita. Questi dati suggeriscono che, globalmente, un numero considerevole di italiani ha sviluppato sintomi psichiatrici di interesse clinico durante la pandemia».

I disturbi psichiatrici sono aumentati, anche in chi non aveva mai avuto problemi prima

«Per valutarequali fattori abbiano influitonel’insorgenza di tale sintomatologia abbiamo impiegato unatecnica complessa di analisi basata sul’apprendimento automatico(machine learning)– continua il professore. I fattori che sembrano aver contribuito maggiormente allo sviluppo di una sintomatologia psichiatrica clinicamente significativa, in soggetti senza una storia precedente di disturbi psichiatrici, sono le caratteristiche personali di bassa resilienza verso lo stress, esserestudenti universitari, avere un’intensapaura di trasmettere il COVID-19ad altre persone, aver provato un intensostress per le restrizioniimposte a tutti i cittadini per il contenimento della pandemia, avercessato di praticare attività fisicaa causa della pandemia, evivere da soli.

Lo studio ha inoltre evidenziato che, nel corso dei primi otto mesi della pandemia, molti Italiani hanno riportato un peggioramento dello stile di vita e delle relazioni interpersonali e familiari. In particolare, circa il 20% ha riportato insonnia significativa, il 17% ha aumentato il consumo di nicotina e ’11% quello del’alcool, il 46% ha diminuito ’attività fisica e il 10% ’ha smessa del tutto, il 68% ha diminuito la soddisfazione sessuale, il 70% ha peggiorato la relazione con il partner e ha avuto più difficoltà nella gestione dei figli. Infine, circa il 20% ha iniziato ad utilizzare ansiolitici e il 16% ha iniziato ’uso di antidepressivi».

La ricerca non si ferma

Dati i nostri risultati emerge quanto sia utile continuare il monitoraggio delle conseguenze a medio e lungo termine della pandemia COVID-19 sulla salute mentale e il benessere generale. Ciò può dare inoltre un contributo utile per identificare possibili fattori di rischio.

I dati emersi suggeriscono cheattività di prevenzione, sostegno e cura del benessere mentale siano di grande importanzaper aiutare quella consistente parte di italiani che ha particolarmente risentito della pandemia dal punto di vista emotivo.

A tutela del benessere mentale attuale e futuro della popolazione,è importante monitorare ’andamento nel tempo dei livelli di stress e malessere emotivo, anche a distanza dal picco più acuto del’emergenza sanitaria. Per questo motivo, il questionario anonimo e volontariovieneriproposto ora e nei prossimi mesi. È davvero importante che chi lo ha già compilato in precedenza lo compili nuovamente, così come è importante che lo compili anche chi non lo aveva fatto prima. Al termine della compilazione del questionario, come omaggio di ringraziamento, saràpossibile scaricare gratuitamente una nuova audioguida per imparare a concentrarsi e diventare consapevoli del “qui ed ora”in modo da poter ridurre ’effetto delle preoccupazioni legate al momento di stress che stiamo vivendo. Per maggiori informazioni contattare ’indirizzo email centroansiapanico@hunimed.eu

*Per partecipare al’indagine e rispondere al questionario è necessarioavere almeno 18 anni di etànon essere operatori sanitaridirettamente coinvolti nel’emergenza pandemica.